I RISCHI INFERMIERISTICI IN ONCOLOGIA

Questionario per una indagine infermieristica

 

Gentile Collega,

sono Renzo Converso, coordinatore infermieristico dell’Oncologia Medica sezione degenza e trapianto di midollo osseo, dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova e studente del Corso di Laurea Specialistica in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche dell’Università di Padova.

Per la tesi ho intrapreso un’indagine sui rischi infermieristici in oncologia, alla quale Le chiedo cortesemente di partecipare compilando il presente questionario.

Chiedo di rispondere al questionario al personale infermieristico, a livello individuale (possono rispondere tutti gli infermieri di una unità operativa, ma ciascuno deve compilare individualmente il questionario).

Lo scopo della indagine è quello di identificare i rischi assistenziali in ambito oncologico attribuibili in particolare alla responsabilità dell’infermiere. Le informazioni raccolte serviranno a descrivere i rischi prevalentemente presenti e le strategie adottate per contenerli e le eventuali aspettative di miglioramento.

La prego di rispondere con assoluta sincerità, dal momento che non esistono alternative giuste o sbagliate, ma è importante quanto emerge dalla Sua esperienza.

La indagine riguarda tutte le realtà oncologiche presenti sul territorio nazionale, per acuti e di day-hospital presenti sul territorio nazionale; i dati ricavati verranno elaborati su scala regionale e nazionale per confrontare le diverse realtà sul territorio e saranno quindi confrontati con i dati provenienti dalla letteratura internazionale.

Alle unità operative che parteciperanno verrà inviata una sintesi dei risultati a conclusione dell’indagine.

Nelle pagine successive sono contenute alcune affermazioni, per ciascuna delle quali Le chiedo di rispondere indicando con una crocetta l’alternativa che più corrisponde alla Sua esperienza.

Nelle diverse parti del questionario le modalità di risposta sono diverse, segua per favore le indicazioni riportate di seguito alla domanda.

La ringrazio sin d’ora per la Sua disponibilità e collaborazione.

La informo che, ai sensi della legge 196/2003, i dati da Lei forniti attraverso la compilazione del presente questionario-rigorosamente anonimo- saranno utilizzati esclusivamente in forma aggregata.

 

1. Quali sono secondo Lei i rischi più frequenti in cui incorre nella sua attività clinico assistenziale? (1 sola scelta)

 

        rischi correlati all’iter chemioterapico
     rischi correlati alla manipolazione degli antiblastici
     rischi correlati allo stravaso
     rischi correlati alla gestione dei dispositivi infusionali (centrali e/o periferici)
     rischi correlati a complicanze del trattamento chemioterapico
     altro (specificare)

 

2. Negli ultimi 6 mesi, in quale fase dell’iter chemio terapeutico ha riscontrato il maggior numero di rischi di errore ?(1 sola scelta)

 

       prescrittiva
    trascrizione
 
   approvvigionamento
 
   stoccaggio
 
   preparazione/allestimento
 
   distribuzione
 
   somministrazione
 
   monitoraggio
 
   smaltimento

 

3. Ritiene più a rischio di eventi avversi (o quasi eventi ), l’attività svolta in regime di day-hospital/ambulatoriale o di ricovero per acuti? (una sola scelta)      

 

      day-hospital/ambulatoriale           regime di ricovero per acuti

 

4. Nella sua azienda è presente un sistema di segnalazione degli eventi avversi o quasi eventi (“incident reporting”)? (una sola scelta)     

 

      Sì           No          Non lo so

 

 

D)         viene periodicamente redatto e presentato un  report sulle principali aree di rischio?  (una sola 1 risposta)    

 

      Sì           No          Non lo so

 

 

                                     

       

7. Negli ultimi 6 mesi, sono accaduti eventi avversi o quasi eventi nella UO?

 

       Sì          No         Non lo so

 

 

 

9. Rispetto all’iter chemioterapico, è stata adottata una procedura standardizzata e trasversale a medici, infermieri e farmacisti? (una sola risposta)

        Sì         No           E’ in fase di allestimento

 

 

10. Se il servizio farmaceutico è integrato nell’iter chemioterapico:

 

       B)     quale tipo di supporto informativo viene utilizzato tra le varie figure? (una sola risposta)

      scheda unica di terapia integrata  trasversale a tutte le figure, su supporto cartaceo

      scheda unica di terapia integrata  trasversale a tutte le figure, su supporto informatico

      più strumenti cartacei indipendenti tra le varie figure

      altro (specificare):

 

 

 

 C)      in che modo i flussi informativi vengono trasmessi tra le varie figure? (una sola risposta)

 

      trasmessi in modo manuale

     trasmessi via fax

      trasmessi in modo informatizzato

      trasmessi sia in modo manuale che via fax

      trasmessi in modo informatizzato e/o manuale

     trasmessi in modo informatizzato e/o via fax

     altro (specificare):

 

 

D)   se la trasmissione prevede l’uso di strumenti cartacei, quante volte le stesse informazioni vengono trascritte manualmente? (una sola risposta)

 

      fino a 2 volte

      da 2 – a 4 volte

      più di 4 volte

 

 

11. Rispetto all’iter chemioterapico, quali delle informazioni sotto elencate sono presenti nella procedura adottata? (selezionare con il si le informazioni presenti)

 

No

Dati anagrafici del paziente

Tipo di regime: ricovero ordinario/day-hospital/ambulatoriale

Informazioni cliniche del paziente: allergie, positività o altre patologie concomitanti

Peso, altezza e calcolo della massa corporea

Tipo e n° di ciclo chemioterapico

Limiti max dei dosaggi  per mq

Dosaggi degli antiblastici con eventuali riduzioni motivate

Modalità di preparazione

Tempi e modalità di somministrazione

Controlli di parametri e/o esami previsti per specifici schemi terapeutici

Rischi in cui è incorso il paziente in  trattamenti precedenti

Tipo di sistema infusionale predisposto (periferico/centrale)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12. Rispetto all’iter chemioterapico, la procedura adottata:

 

         A) prevede sistemi automatizzati e/o altre modalità  standardizzate di allerta/controllo? (una sola risposta)

 

           Sì                      No

 

 

 

 

13. Rispetto all’iter chemioterapico, l’identificazione del paziente:

 

         A) è strutturata con una procedura standardizzata? (una sola risposta)

 

            Sì                      No

 

 

 

 

14. Negli ultimi 6 mesi, sono accaduti errori di identificazione del/dei pazienti?

 

          Sì                      No                   Non lo so

 

 

16. Rispetto alla manipolazione degli antiblastici, nella Sua realtà: è stata istituita la sezione “UMACA”? (una sola risposta)

 

       A)   Sì                      No                   Non so cosa sia

 

B) quali dei seguenti ausili sono a disposizione? (selezionarli con il si)

 

No

Locale dedicato per lo stoccaggio dei chemioterapici

Sistemi di segnalazione con allarmi visivi ed acustici in caso di contaminazione

del locale di preparazione

Segnalazioni di rischio per le persone non autorizzate ai locali di preparazione

Controllo della temperatura ambientale per lo stoccaggio dei chemioterapici

Armadi e frigoriferi specifici per la conservazione e stoccaggio

Cappa a flusso  laminare di classe 2 indicata per la preparazione antiblasitci

 

Dispositivi di protezione individuali certificati per la manipolazione degli antiblastici:

 

  • maschere FP2

  • calzari

  • camici

  • guanti sterili

  • occhiali

 

Misure e strumenti di prevenzione e di intervento contro i rischi da contaminazione:

 

  • procedure standardizzate per l’allestimento degli antiblastici

  • procedure standardizzate per pulizia giornaliera e settimanale della cappa

  • procedure standardizzate per il rischio di contaminazione della cappa

  • procedure standardizzate per il rischio di contaminazione ambientale

 

Strumenti di decontaminazione degli operatori preposti alla preparazione:

 

 

  • lava occhi

  • doccia a getto
  • kit per il pronto intervento in caso di contaminazione ambientale

Sistema d’infusione a circuito chiuso

Spike di vario tipo e misura per evitare l’uso degli aghi sotto cappa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17. Nella Sua realtà, rispetto alle misure di prevenzione nella manipolazione degli antiblastici:

 

A)   quanti degli infermieri  le attuano ? (una sola risposta)

 

  tutti     quasi tutti        circa la metà      quasi nessuno   nessuno

 

 

 

18. Nella Sua realtà, rispetto ai dispositivi di protezione individuale:

 

A)   quanti degli infermieri  li utilizzano ? (una sola risposta)

 

  tutti     quasi tutti        circa la metà      quasi nessuno   nessuno

 

 

 

19. Rispetto alla fase di allestimento/preparazione degli antiblastici:

 

A)         La sua realtà com’è organizzata? (una sola risposta)

      è stato istituito un gruppo di infermieri e/o tecnici dedicato

      tutta l’equipe a rotazione prepara gli antiblastici

      in parte li prepara il gruppo dedicato, in parte l’intera equipe

    altro (specificare):

 

 

20. Nella Sua realtà, rispetto all’uso della cappa flusso laminare:

 

A)   quanti degli infermieri la utilizzano per allestire gli antiblastici ? (una sola risposta)

 

  tutti     quasi tutti        circa la metà      quasi nessuno   nessuno

 

 

21. Nella Sua realtà, rispetto ai sistemi d'infusione a circuito chiuso:

 

A)   quanti degli infermieri li utilizzano per somministrare gli antiblastici ? (una sola risposta)

 

  tutti     quasi tutti        circa la metà      quasi nessuno   nessuno

 

 

22. Negli ultimi 6 mesi, rispetto alla contaminazione da antiblastici:

 

A)   quante volte Le è capitato di contaminarsi, anche con minime quantità ? (una sola risposta)

 

  nessuna    una volta        qualcuna      più di qualcuna   molte, non saprei dire quante

 

B)   quante volte sono successe ad altri infermieri ? (una sola risposta)

 

  nessuna   una volta    qualcuna     più di qualcuna        molte, non saprei dire quante

 

 

23. Rispetto al rischio di contaminazione da antiblastici:

 

A)        Si ricorda con quale tipologia di antiblastico ? (una sola risposta)

      irritanti

      vescicanti

      irritanti e vescicanti

      non ricordo quali

 

 

B)        Quelli capitati a Lei, li ha segnalati ? (una sola risposta)

      si tutti

      si ma solo quelli che ho ritenuto più gravi

      avrei voluto ma temevo ritorsioni

      avrei voluto ma non conosco la procedura di segnalazione

      no

      no, perchè nessuno li segnala

      nessuno, non lo faccio mai

 

 

24. L'esposizione agli antiblastici, anche a modiche quantità ma prolungate nel tempo,

 

Determina un rischio per la salute degli operatori ? (una sola risposta)

      si, è provato

      si, ma non ne conosco gli effetti

      si, fa parte del nostro lavoro

      no, non ne sono sicuro

      no, non è provato

 

25. Le misure di prevenzione e protezione, quanto riducono il rischio da esposizione agli antiblastici ? (una sola risposta)

 

 

  non saprei    per nulla        solo in parte      quasi totalmente   totalmente

 
26. Indipendentemente dal livello di esposizione, quali tra le figure elencate sono da ritenere a rischio? (selezionare con il si quelle considerate)
SI
NO
Medici
Infermieri
Farmacisti
Tecnici di preparazione farmacologica
Operatori socio sanitari
Personale di servizio (pulizie, distribuzione pasti, ecc)
Personale di laboratorio/radiologia
Pazienti
Visitatori
Informal care-giver (assistenti informali, es badanti, famigliari)


27. Quali tra le fasi elencate, sono ritenute maggiormente a rischio di esposizione agli antiblastici? (massimo 2 risposte) :

  approvvigionamento

  stoccaggio

  preparazione/allestimento

  distribuzione

  somministrazione

  monitoraggio

  smaltimento

28. Nella Sua realtà, rispetto al rischio di esposizione agli antiblastici, quanti degli infermieri ritengono di essere a rischio? (una sola risposta)

 

 

Tutti    Quasi tutti        circa la metà      quasi nessuno   nessuno

 

 

29. Tutti i farmaci antineoplastici, compreso gli anticorpi monoclonali e l'ormonoterapia, vanno considerati potenzialmente cancerogeni ? (una sola risposta)

 

      si, sempre

      solo i farmaci con elevati livelli di tossicità

      solo i chemioterapici

      non saprei

 

30. Rispetto allo stravaso, nella Sua realtà:

 

A)   è stato prodotto un protocollo contro tale rischio ? (una sola risposta)

 

  Si      No   Non so

 

 

 

 

31. Rispetto a quali casi di schema di terapia e modalità infusiva (centrale/periferica), Lei fornisce informazioni sui rischi dello stravaso, al paziente e/o agli informal care-giver ? (una sola risposta)

 

      in tutti i tipi di schema e modalità

      solo se il tipo di schema è con farmaci vescicanti

      solo se si utilizzano vie periferiche per l'infusione

      in nessun caso

 

34. Nell'anno in corso, rispetto ai casi di stravaso:

 

A)   quanti ne sono successi ? (una sola risposta)

 

non saprei     nessuno        da 1 a 4      da 5 a 10   più di 10

 

 

35. Nella Sua realtà, viene valutato l'indice di rischio dello stravaso in rapporto al numero delle terapie infuse ? (una solarisposta)

 

  Si      No   Non saprei

 

36. Nella Sua realtà rispetto alla scelta dei dispositivi infusionali:

 

A)   l'infermiere viene coinvolto ? (una sola risposta)

 

sempre     quasi sempre        qualche volta      quasi mai        mai

 

B)    il paziente viene coinvolto ? (una sola risposta)

  sempre     quasi sempre        qualche volta      quasi mai        mai

  C)    il/gli informal care-giver se il paziente non è collaborante vengono coinvolti ? (una sola risposta)

  sempre     quasi sempre        qualche volta      quasi mai        mai

        D) in quale modo il paziente e/o gli informal care-giver vengono coinvolti ? (una sola risposta)

        educati con procedure strutturate sulla modalità di utilizzo e manutenzione

        solo informati sul sistema più idoneo da utilizzare

        come capita, non vi è una procedura strutturata

        altro (specificare)

 

37. Negli ultimi 6 mesi, rispetto alle complicanze legate ai sistemi infusionali:

 

A)   quante ne sono successe ? (una sola risposta)

 

  nessuna     una volta        qualcuna      più di qualcuna        molte, non saprei dire quante

 

 

 

38. Rispetto ai rischi legati alle complicanze da trattamento chemioterapico::

        A) informa il paziente sui rischi ? (una sola risposta)

  Sempre   Quasi sempre   Qualche volta    Quasi mai   Mai

 

       C) informa il/gli informal care-giver se il paziente non è collaborante ? (una sola risposta)

  Sempre   Quasi sempre   Qualche volta    Quasi mai   Mai

 

 

39. Rispetto a quali casi di schemi terapeutici fornisce informazioni sui rischi da trattamento chemioterapico ? (una sola risposta)

 

      in tutti i tipi di schema terapeutico

      solo se il tipo di cura è particolarmente invasivo

      solo se il paziente è particolarmente a rischio

      in nessun caso, sono solo i medici ad informare

      altro (specificare):

 

 

40. Negli ultimi 6 mesi, rispetto alle complicanze dovute ai trattamenti chemioterapici:

 

A)   quante ne sono successe ? (una sola risposta)

 

  nessuna     una volta        qualcuna      più di qualcuna        molte, non saprei dire quante

 

 

 

41. Nella Sua realtà, rispetto all'aggiornamento continuo nell'assistenza oncologica:

 

       A) sono stati previsti dei corsi nell'anno corrente ? (una sola risposta)

 

       più di uno          uno         nessuno

 

 

 

 

42. Nella Sua realtà, rispetto all'aggiornamento continuo sugli sviluppi della terapia antiblastica:

 

       A) sono stati previsti dei corsi nell'anno corrente ? (una sola risposta)

 

       più di uno          uno         nessuno

 

 

 

43. Con quale periodicità frequenta corsi d'aggiornamento in ambito oncologico, anche al di fuori della Sua azienda ? (una sola risposta)

 

      più di una volta l'anno

      almeno una volta all'anno

      dipende, non sempre tutti gli anni

      non ricordo da quanto tempo non frequento un corso

 

 

44. Nella Sua realtà, rispetto all'inserimento del personale neo assunto o neo inserito:

 

       A) esiste un protocollo d'inserimento ? (una sola risposta)

 

       si          no   

 

 

 

45. Nella Sua realtà, gli infermieri neo assunti/inseriti:

 

       A) sono incorsi in eventi avversi o quasi avversi ? (una sola risposta)

 

       si          no    non so   

 

 

46. Rispetto al personale neo assunto/inserito, trale fasi elencate, quali sono state a rischio di eventi avversi o quasi eventi ? (selezionarle con il si)
SI
NO
Approvvigionamento
Stoccaggio
Preparazione/allestimento
Distribuzione
Somministrazione
Monitoraggio
Smaltimento

47. Nella sua realtà, gli studenti infermieri:

        A) sono presenti ? (una sola risposta)

  Si   No  

 

 

47/bis . Rispetto ai rischi correlati agli studenti infermieri, tra le fasi elencate, quali sono state a rischio di eventi avversi o quasi eventi ? (selezionarle con il si)
SI
NO
Approvvigionamento
Stoccaggio
Preparazione/allestimento
Distribuzione
Somministrazione
Monitoraggio
Smaltimento

 

48. Il Suo inserimento in oncologia:

        A) è stato effettuato con un percorso strutturato ? (una sola risposta)

  Si   No  

 

D)   com'è stato valutato il suo periodo di addestramento ? (una sola risposta)

 

      con modalità strutturata per valutare il graduale livello di competenza raggiunto

      in base alla valutazione del personale che mi affiancava

      nessuno mi ha mai valutato, nè con modalità strutturata, nè in modo soggettivo

      altro (specificare)

 

 

49. Negli ultimi 6 mesi, tra le cause elencate di seguito, in quale misura hanno contribuito a creare situazioni di rischio (selezionare il grado d'intensità):

 

A) Cause legate alla formazione:

INTENSITA’

nulla

bassa

media

alta

Preparazione e/o somministrazione di nuovi antiblastici o  manipolati molto di rado

Preparazione di antiblastici senza averne la competenza

Gestione  dello stravaso e delle sue conseguenze da parte di infermieri che non sanno riconoscerle

Infermieri non aggiornati sullo sviluppo tecnologico dei nuovi dispositivi

Gestione delle  complicanze da trattamento da parte di infermieri che non sanno come debbono essere affrontate

 

 

 

 

 


 


B) Cause operative:

 INTENSITA’

nulla

bassa

media

alta

Numero di trascrizioni manuali

Numero di interruzioni/distrazioni nelle varie fasi dell'iter

Mancati controlli crociati da parte degli infermieri

Mancati controlli crociati da parte dei medici

Mancati controlli crociati da parte dei farmacisti

Divergenze tra medici, infermieri e/o farmacisti

Mancato controllo sul consenso informato al trattamento

Esecuzione di terapie su ordine verbale (somministrata prima che sia trascritta)

Uso  di acronimi e abbreviazioni

Errato rapporto dose/farmaco

Effettuare le prestazioni in routine o in automatico









 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




C) Cause organizzative:

 INTENSITA’

nulla

bassa

media

alta

La non tracciabilità dei singoli operatori nelle varie fasi dell’iter

Scarso o assente coordinamento d’intervento sullo stravaso tra medici e infermieri

Passaggi informativi ridondanti tra le varie figure

Trasporto delle terapie dalla zona di allestimento a quella della somministrazione, con mezzi e modalità non idonei

Distribuzione e somministrazione delle terapie da parte di più infermieri per gli stessi pazienti

Non monitorare le somministrazioni: il corretto decorso, la corrispondenza al paziente ad ogni preparato da applicare

Continue sostituzioni tra gli infermieri nelle varie fasi dell'iter

Ritmi di lavoro incalzanti

Prescrizioni e/o preparazioni di chemioterapie eseguite in più momenti

Continue interruzioni/sostituzioni durante la preparazione sotto cappa

Difficoltà logistiche e/o di rapporto con il servizio di farmacia

Non documentare e monitorare gli esiti da stravaso e le misure adottate

Modalità contrapposte tra infermieri, medici e/o farmacisti

Gestione scoordinata o non strutturata delle complicanze da trattamento

Non individuare e prevenire le condizioni dei pazienti più a rischio di complicanze rispetto al trattamento




















 

 

 

 

 

 

 


 


D) Cause legate alle risorse strutturali, materiali ed umane:

INTENSITA’

nulla

bassa

media

alta

Stato degli strumenti informativi: fax, supporti cartacei o automatizzati

Disfunzioni e/o caratteristiche dei presidi e strumenti in dotazione

Presenza in servizio di infermieri neo assunti o neo inseriti

Presenza e numero di studenti infermieri da sorvegliare

Locali adibiti a troppe funzioni e/o poco agevoli

Scarsa illuminazione nelle aree di lavoro

Rumorosità nei locali di lavoro: telefoni, citofoni, campanelli ecc

Eccessiva accessibilità da parte del pubblico, in particolare nei locali adibiti alla somministrazione

Denominazioni commerciali simili (sound alike) di alcuni farmaci

Somiglianza della tipologia di confezionamento dei farmaci (look alike)

Locali non limitati al solo personale autorizzato

Armadi e/o frigoriferi che non permettono uno stoccaggio adeguato e controllato

Dispositivi di protezione individuale non sempre disponibili

Locali non dedicati alla fase di stoccaggio e di allestimento

Cappa non omologata o utilizzata senza che siano effettuati i controlli di manutenzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 


 

49/BIS. Esprima il suo accordo rispetto alle affermazioni proposte con riferimento alla sua realtà? (selezionare una tra le modalità indicate)
Totale disaccordo
Un pò in disaccordo
Un pò d'accordo
Totale accordo
La paura di ritorsioni nel segnalare eventi avversi o quasi eventi, riduce la reale dimensione del rischio
Le misure di sicurezza eliminano il rischio di contaminazione ambientale
I dispositivi di protezione eliminano il rischio di contaminazione del personale
Gli infermieri sono consapevoli degli esiti di salute provocati dall’esposizione agli antiblastici
L’uso dei dispositivi d’infusione a circuito chiuso evita totalmente i rischi di spandimento
Un’equipe molto esperta non incorrere nei rischi di stravaso
La compliance del paziente e/o degli informal caregiver (assistenti informali: parenti, badanti, volontari, ecc) è necessaria per ridurre i rischi di stravaso
L’infermiere deve essere coinvolto nella scelta dei dispositivi d’infusione in rapporto ai tipi di trattamento
La compliance del paziente e/o degli informal care-giver (assistenti informali: parenti, badanti, volontari, ecc) è indispensabile per il corretto funzionamento dei dispositivi d’infusione
L’infermiere previene e sa gestire i rischi correlati ai dispositivi d’infusione
L’infermiere previene e sa gestire i rischi correlati alle complicanze da trattamento
La compliance del paziente e/o degli informal care-giver (assistenti informali: parenti, badanti, volontari, ecc) è indispensabile per garantire l’efficacia del trattamento chemioterapico
L’aggiornamento continuo e i programmi di training sono necessari anche in equipe molto esperte
Poter imparare dagli errori è una cultura diffusa tra gli infermieri
L’infermiere neo assunto rappresenta un’aggravante di rischio rispetto all’iter chemioterapico


50. Dati sul compilatore

Per meglio interpretare i dati Le chiediamo cortesemente di fornirci anche i seguenti:

A) da quanti anni lavora in un servizio di oncologia per acuti e/o di day-hospital?

      fino a 2 anni       2 -6 anni       7 -15 anni       16 -25 anni       più di 25 anni

B) in quale tipo di servizio:

      day-hospital/ambulatoriale      degenza per acuti      day-hospital e degenza per acuti

C) in quale tipo di servizio:

      Azienda ospedaliera (specificare città):

      Azienda USL (specificare numero):      

      Azienda privata

      IRCSS

D) regione in cui esercita la sua professione?:

    

E) sesso anagrafico:

      M       F

F) età:

      fino a 25 anni       da 26 a 45 anni       da 46 a 65 anni       oltre 65 anni

G) ultimo titolo di studio conseguito (una sola risposta):

      scuola regionale

      laurea o diploma universitario in Scienze Infermieristiche

      master/laurea specialistica in infermieristica

      master/lauree non infermieristiche